Mantenere salda la propria posizione competitiva e anticipare i competitor con nuove generazioni di prodotti che facciano sognare i loro acquirenti è uno dei fattori chiave per il successo delle imprese consolidate. Per poterlo fare, sperimentare con tecnologie innovative e avanzate sta diventando sempre più fondamentale. Lo è ancora di più per le imprese dei settori tipici del Made in Italy, da sempre sinonimo del connubio tra tradizione manifatturiera e innovazione nell’estetica e nel design.

Tecnologie digitali e collaborazioni con startup e piccole imprese con soluzioni innovative possono aiutare le imprese consolidate a mantenersi competitive e sperimentare con nuovi modelli di business e proposte di valore per i propri clienti. In che modo questi strumenti possono aiutare le imprese a prepararsi per il futuro?

Ne parliamo con Pierluigi Zampieri, Vehicle Innovation Manager e R&D Vehicle Director in Ducati, un’eccellenza del Made in Italy nel settore motociclistico che, dalla sua fondazione nel 1926 in Emilia Romagna, ha prodotto modelli iconici famosi in tutto il mondo. “Competiamo tutte le domeniche sul campo di gara, ma anche tutti i giorni con i nostri competitor”, dice Zampieri.

“Avere dei contenuti innovativi è diventata una necessità, soprattutto negli ultimi anni dove la competizione sul mercato è sempre più dura. Ci sono diverse tecnologie che stiamo investigando – me ne vengono in mente due in particolare. La prima, dedicata a quelli che sono i sistemi avanzati di assistenza alla guida, riguarda sistemi basati su tecnologie radar, in cui abbiamo un sensore nella parte anteriore del veicolo e due nella parte posteriore. Entrambi i sensori sono votati a implementare delle funzionalità legate sia al comfort che alla sicurezza del veicolo: stimando posizione, velocità e direzione degli oggetti che sono attorno al veicolo è possibile controllare alcune funzionalità.

Stiamo studiando tutta quella che è la human-machine interface del veicolo per implementare queste funzionalità. Si tratta di tecnologie nuove, che stiamo studiando e che ci stanno comportando chilometri e chilometri necessari su strada per la validazione di questi sistemi, perché ad oggi nessuno li ha ancora montati sulle moto. Questa è la sorte degli innovatori.

Nel mondo delle auto questi modelli sono già abbastanza presenti. Noi stiamo gareggiando con i nostri competitor per aggiungere un reale valore aggiunto al veicolo, quindi per dare al nostro cliente del futuro più valore da acquistare. Incrementare la sicurezza dei nostri veicoli, sfruttando le tecnologie che ce lo consentono è una delle nostre mission e cerchiamo di seguirla, quasi indipendentemente dal ritorno economico del singolo contenuto che andiamo a implementare, perché ne conosciamo il valore complessivo.

Innovazione, analisi dati e intelligenza artificiale

Sebbene siamo un’azienda metalmeccanica, sta diventando parte del nostro lavoro. Grazie all’analisi dei dati di utilizzo reali delle nostre moto, stiamo pensando a come personalizzare i servizi e prodotti del futuro sulla base delle informazioni tratte dalla nostra rete. Potremo vedere in tempo reale tutta una serie di dati di utilizzo che ad oggi possiamo solo ipotizzare, e implementare degli algoritmi di intelligenza artificiale per andare a profilare sempre più nel dettaglio il nostro cliente, il suo utilizzo, il suo gusto e le sue aspettative per la Ducati che sta usando in quel momento ma anche per quella della prossima generazione che speriamo comprerà.

Ma l’intelligenza artificiale può servire anche per le prestazioni, ad esempio per costruire algoritmi che consentano di calcolare delle grandezze che se dovessero essere calcolate in modo tradizionale sarebbero molto complicate e anche un po’ imprecise. Nelle corse vale tutto, qualsiasi millesimo di secondo si riesce a risparmiare è buono. Stiamo provando a stimare delle grandezze abbastanza complicate usando degli algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali, e così via.

Io nel mio ruolo ho a che fare con università, con grandi fornitori, con il mondo delle auto visto che Ducati è parte del gruppo Volkswagen, ma per fortuna ho anche accesso a un mondo di startup e di startupper che vengono a presentarci dei progetti molto interessanti. Mentre le big tech sono sempre legate a tutta una serie di processi interni, la startup non ha nessun legame, nessun vincolo, e di solito idee che altrimenti non raggiungeresti. Questo è assolutamente da considerare”.