Il Covid non ferma la blockchain: nel 2020 267 le iniziative nel mondo, +59% i progetti. In Italia mercato in calo (-23%), ma nettamente più maturo.

La ricerca è firmata dall’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano.

“La frenata del mercato a causa della pandemia è compensata da una maggior maturità delle imprese, che investono principalmente in progetti operativi e pilota, e delle piattaforme disponibili, alcune già operative e altre che lo diventeranno nel 2021”, ha sottolineato Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger.

Il mercato esce così dalla fase di hype mediatico e mostra maggior maturità. Nel 2020 197 progetti concreti internazionali di cui 83 operativi, in calo dell’80% gli annunci. Il 47% dei progetti usa piattaforme esistenti.

La pandemia rallenta gli investimenti delle aziende italiane (23 milioni di euro, il 23% in meno rispetto al 2019), ma l’Italia è sesta nel mondo per numero di iniziative (18). Il 60% della spesa riguarda progetti operativi.

Finanza, agroalimentare, utility e PA i settori più maturi.

Le applicazioni di business

In generale le applicazioni più numerose sono realizzate per facilitare la condivisione e il coordinamento dei dati fra diversi attori per evitare che insorgano divergenze (59% dei progetti lanciati dal 2016 a oggi).

Quasi un quarto ha l’obiettivo di migliorare la verificabilità dei dati da parte di altri attori dell’ecosistema o di terzi (24%), in particolare nell’agroalimentare per garantire la tracciabilità dei prodotti.

Il 13% utilizza i crypto asset abilitati dalle piattaforme blockchain per scambiare denaro o altri asset.

Il 4%, infine, è dedicato alla realizzazione di processi affidabili e verificabili.