Il mercato dell‘Artificial Intelligence ha risposto bene all’emergenza sanitaria, segnando una crescita del 15% rispetto al 2019 e raggiungendo un valore di 300 milioni di euro.

Il dato arriva dalla nuova ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano.

Il mercato AI è trainato dai software col 62% della spesa, i servizi valgono il 38%, marginale l’hardware.

I progetti più finanziati sono Intelligent Data Processing (33%), Natural Language Processing (18%) e Recommendation System (18%). Chatbot e Virtual Assistant le iniziative più in crescita (+28%).

La riduzione dei budget a causa del Covid prima barriera all’uso dell’AI, ma cresce la maturità: le aziende che hanno almeno un progetto esecutivo passano dal 20% al 40%.

L’AI è un concetto noto anche ai consumatori: il 94% dei consumatori ne ha sentito parlare e il 51% ha utilizzato prodotti e servizi con funzionalità di intelligenza artificiale.

L’AI nelle imprese

Più di metà delle 235 imprese medio-grandi italiane analizzate dall’Osservatorio ha attivato almeno un progetto di AI nel corso del 2020.

Emergono tuttavia differenze notevoli fra le grandi imprese, dove queste iniziative sono presenti nel 61% dei casi e si concentrano sulla crescita organizzativa e culturale oltreché sulla valorizzazione dei dati e lo sviluppo di algoritmi, e le medie aziende, che appaiono ancora poco mature e hanno progetti attivi solo nel 21% dei casi.

Il 91% del campione ha un giudizio positivo sulle iniziative di AI, con risultati sopra (45%) o in linea (46%) con le aspettative, solo il 9% sperava in risultati migliori.

Le criticità sul tavolo

La pandemia non ha frenato il percorso di avvicinamento all’AI delle imprese, ma ha comunque ridotto le risorse disponibili. La diminuzione del budget è stata la principale barriera all’adozione delle soluzioni di AI, indicata dal 35% del campione, soprattutto nelle realtà più piccole e nei settori più colpiti come la manifattura.

Gli altri ostacoli più rilevati dalle aziende sono lo scarso impegno del top management (34%), la limitata cultura digitale aziendale (26%) e la difficoltà a definire come applicare l’AI all’interno del business (26%).