Dieci anni dopo lo tsunami che ha devastato la costa nord-orientale del Giappone (Tohoku), Fujitsu sviluppa un nuovo modello di intelligenza artificiale capace di prevedere eventuali future inondazioni, con una velocità e capacità di approssimazione ben superiori alle tradizionali simulazioni.

Grazie alla potenza di calcolo del supercomputer più potente al mondo, Fugaku, sviluppato da Riken e Fujitsu e grazie alla collaborazione della Tohoku University e dell’Università di Tokyo, i laboratori Fujitsu hanno messo a punto un sistema predittivo di tsunami, che si basa sull’elaborazione di 20.000 possibili scenari di inondazione ad alta risoluzione.

L’obiettivo è quello di fornire previsioni attendibili, in tempo reale, a tutti gli operatori che si occupano di gestione delle catastrofi per poter intervenire con le migliori misure di mitigazione ed evacuazione. Il cervellone, installato al Riken Center for Computational Science, è al lavoro da metà 2020 per elaborare scenari e fornire soluzioni alla lotta al Covid 19, anche se pensato in origine per accompagnare la sviluppo della società 5.0 giapponese.

La sua potenza di calcolo può raggiungere i 415.53 Pflop, più del doppio del Summit di Ibm, cui ha strappato il primato come Hpc (High performance computer). Tutta questa potenza di calcolo è erogata dai Soc (System on a chip) a 48 core di Arm.

Il contributo di Fugaku per le simulazioni e l‘apprendimento AI

 Sul fronte tsunami, per prima cosa il cervellone giapponese ha elaborato 20mila scenari possibili da dare in pasto a un sistema di intelligenza artificiale che, sempre grazie alla sua velocità di calcolo, ha appreso dagli input ricevuti e ha sviluppato soluzioni predittive molto precise e accurate.

Alla fine, il modello previsionale di intelligenza artificiale, elaborato grazie a Fugaku, è stato installato sui computer degli operatori che monitorano il rischio di inondazioni provocate da onde anomale. Le previsioni, basate sull’incrocio tra quanto raccolto sul campo e il modello previsionale stesso, hanno infatti bisogno di molta meno capacità di calcolo rispetto a quella necessaria per la costruzione di un modello di intelligenza artificiale sofisticato come quello appena sviluppato.

Eric Schnepf

«Ora possiamo fare previsioni intelligenti, sfruttando un modello di intelligenza artificiale che ha imparato a riconoscere 20mila scenari possibili», spiega Eric Schnepf, Fujitsu Distinguished Engineer and Lead Solution Architect for HPC and AI, Central Europe, Fujitsu.

In pratica, in uno tzunami reale l’osservazione di onde al largo verrebbero riconosciute come input dal modello di AI e il risultato sarebbe una predizione, calcolata a pc, di una inondazione delle coste. Fugaku continuerà ad alimentare il modello con ulteriori scenari, rendendo sempre più accurata e realistica la possibilità di prevedere terremoti e tsunami inaspettati e intervenire tempestivamente per salvaguardare la vita dei cittadini e ridurre i danni.