È nel programma Next Generation EU, lo confermano i giovani industriali e lo raccomandano gli esperti: investire sui giovani, sul loro orientamento di vita e formarli per una efficace transizione scuola-lavoro, accelerando al contempo la rivoluzione green e digitale. La voce dei giovani industriali e le raccomandazioni degli esperti di StartNet Italia 

Nasce ImPatto Giovani, l’alleanza di 13 associazioni under 40, che riunisce 100.000 tra imprenditori, manager e professionisti del settore pubblico e privato. Ci sono tutti, da Confindustria e Federmanager a Confartigianato e Confagricoltura, dai Costruttori Edili agli avvocati, dal Sistema Moda ai commercialisti ed esperti Contabili, da FederlegnoArredo all’Ospedalità Privata. Insieme, vogliono unire le forze e fare massa critica per contribuire a un piano di rilancio del Paese che prenda forma dal fabbisogno reale delle imprese e dalla loro capacità progettuale.

Renato Fontana

«Non possiamo più pensare con gli stessi schemi usati finora. La pandemia segna una netta discontinuità con il passato, quindi per dare nuovo slancio al Paese dobbiamo fare cose nuove e farle in modo diverso. Come esponenti della classe dirigente vogliamo ripartire e impegnarci perché il benessere collettivo diventi un obiettivo primario e perseguibile», commenta Renato Fontana, Gruppo giovani Federmanager.

L’auspicio è quello di uscire dalle logiche tradizionali che parlano solo in termini di costo del lavoro, privilegiando invece l’investimento nella formazione e nella crescita delle risorse umane. «Solo se scegliamo una strada basata sulle competenze, produrremo maggiore valore aggiunto e consentiremo al sistema di recuperare competitività», precisa Fontana.

Un’alleanza intergenerazionale

Dalla survey “Focus IMPatto Giovani”, realizzata con l’Osservatorio 4.Manager, emerge che le priorità delle aziende per ripartire sono formazione, digitalizzazione e innovazione. Ma saranno necessari interventi a tutto campo come la riduzione fiscale (55,1%), lo snellimento della burocrazia (45,8%) e un’azione decisa sull’istruzione e la formazione (37,4%).

Per quanto riguarda il Programma Next Generation EU, sono state individuate le seguenti aree d’intervento su cui concentrare le risorse europee: la riduzione del costo del lavoro per il 53,8%, la sanità per il 37,9%, l’efficienza energetica e il digitale per il 37%.

Nonostante la crisi che stiamo vivendo, la percezione del futuro resta positiva per gli imprenditori under 40, confermata da due fattori: assunzioni per il 40% nel 2021 e investimenti per il 46,6%. Il 62% utilizzerà lo sgravio per l’assunzione dei giovani under 35, mentre il 44% prevede di accedere alla misura che azzera i contributi per chi assume le donne.

«Gli imprenditori hanno fiducia nelle loro capacità e sono pronti a investire e assumere nel 2021. Tuttavia, vogliamo che siano l’Italia e l’Europa a moltiplicare le occasioni di crescita e chiediamo al governo, come alleanza dei “giovani produttori”, di non essere lasciati per ultimi nel piano di ripresa e resilienza. Queste risorse dovranno essere incanalate su alcune priorità e investimenti come il lavoro, la sanità, l’innovazione e la sostenibilità», afferma Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

StartNet: stakeholder in rete dalla scuola al lavoro

Ha un respiro europeo il progetto voluto e finanziato dal Goethe Institut e dalla Stiftung Mercator, la fondazione tedesca che negli ultimi tre anni ha messo in rete istituzioni scolastiche, mondo del lavoro, dell’industria e dei servizi e associazionismo territoriali per potenziare l’orientamento nella transizione scuola-lavoro. StartNet è presente in 12 Paesi, dalla Finlandia alla Spagna, dalla Lituania all’Italia, passando per la Germania, e ora lancia la seconda edizione, con l’obiettivo di mettere a sistema le esperienze e i progetti pilota di questo primo triennio.

In Italia il network è partito in Puglia e Basilicata, dove sono già stati coinvolti 500 docenti e 17mila studenti di 200 scuole secondarie e 90 aziende. Confindustria Bari Bat e Puglia è tra i partner della rete, insieme con le Camere di Commercio, l’Assessorato per l’Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Puglia, l’Ufficio scolastico Basilicata del Ministero dell’Istruzione, la Rete Scuole Get (Green Education Training) e Nova Onlus, consorzio nazionale per l’innovazione sociale. La strategia StartNet 2021-2023 prevede di potenziare le partnership ed estendere il progetto ad altre Regioni.

«Non è facile mettere insieme e far dialogare stakeholder molto diversi tra loro e far condividere risorse ed esperienze verso un obiettivo comune, ma la sfida è proprio questa perché il modello in rete è vincente», commenta Angelika Bartholomäi, Project Manager StartNet Italia. In pratica, fare sistema tra i soggetti coinvolti nella transizione dalla scuola al mercato del lavoro, per esempio con role model da seguire, soprattutto per ridurre il gender gap sulle materie stem e l’imprenditorialità femminile, e molteplici opportunità per tutti i giovani di avvicinarsi all’impresa per scoprire le proprie attitudini e svilupparle con la fiducia di trovare poi il corretto inserimento lavorativo, come nel modello tedesco duale.

Il modello tedesco di apprendimento duale

Durante l’incontro “StartNet: costruire reti per la transizione scuola-lavoro”, Michael Heister, direttore di dipartimento dell’Istituto federale tedesco per l’orientamento professionale, ha descritto il loro sistema che è molto articolato e prevede più workshop in aziende di settori diversi prima di iniziare l’apprendistato in fabbrica o in ufficio.

In Germania è previsto l’apprendistato professionalizzante della durata di tre anni, collegato a scuole professionali, oppure le Fachhocschule, università tecniche triennali che prevedono un tirocinio in azienda di 9-10 mesi, che si stanno diffondendo molto perché forniscono competenze specialistiche e digitali sempre più richieste dall’industria. Proprio alle Fachhocschule sono ispirati i nostri ITS, i bienni di formazione professionalizzante post diploma che formano tecnici superiori con un placement di oltre il 90% in ambito industriale meccanico e meccatronico.

Focus sui Neet in una logica sistemica

L’altro grande obiettivo di StartNet, oltre a orientare gli studenti verso un progetto di vita e lavoro, è quello di intercettare e contribuire alla riduzione dei Neet, che in Italia sono oltre 2 milioni, giovani tra i 15 e 29 anni che non studiano, non sono in formazione e non lavorano. La percentuale italiana è ben sopra la media europea (23% versus 12%; in Germania 15%) e quest’anno di pandemia sta aggravando la situazione, come riportato da Istat, con un aumento delle disuguaglianze di accesso all’istruzione e l’interruzione delle assunzioni. In Italia è infatti alta anche la percentuale di dispersione scolastica dopo la terza media (13,5%). Tuttavia, i giovani stanno dando fiducia all’Europa e al Next Generation Eu.

«Non ripetiamo gli errori commessi dopo la crisi del 2008, che in Italia ha significato, nel decennio successivo, aggravamento della percentuale di Neet, in controtendenza con l’Europa. Agganciamo questo slancio del programma Next Generation EU, che investe sui giovani, a progetti concreti e sinergici, secondo una logica sistemica di accompagnamento dalla scuola al lavoro. Valorizziamo le buone pratiche locali, ma inseriamole in un sistema Paese che creda e investa nei giovani e li metta al centro del suo sviluppo. Chi meglio di loro può esprimere le competenze digitali e una sensibilità green? Ma dobbiamo essere credibili sull’utilità del loro impegno a formarsi», raccomanda Alessandro Rosina, professore di semografia dell’Università Cattolica di Milano, esperto di politiche e fenomeni giovanili e membro del comitato tecnico-scientifico di StartNet.