Le nuove aliquote del Credito Imposta Ricerca e Innovazione si applicano dal 1° gennaio 2021. Lo chiarisce in un recente interpello (risposta n. 323 del 10 maggio 2021) l’Agenzia delle Entrate che interviene così a risolvere i dubbi sull’applicazione della normativa nelle diverse annualità.

L’incentivo, operativo dal 2013, è stato riformulato interamente con la Legge n. 160/2019 che ha sostituito il metodo di calcolo incrementale (basato sulla media degli investimenti nel triennio) a favore di un approccio volumetrico (sul volume annuo degli investimenti) e ha declinato in modo più chiaro il quadro delle attività ammissibili. Di queste, sono state distinte 3 categorie differenti in base all’attività svolta in azienda (ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica).

La misura è stata poi rafforzata dalla Legge di Bilancio 2021 con la previsione dell’innalzamento delle aliquote applicate, l’aumento dei massimali di aiuto, e la proroga dell’operatività fino al 2022.

La normativa applicabile al 2021

Per gli anni 2021 e 2022 è prevista la concessione di un Credito di Imposta pari al:

  • 20% per la realizzazione di attività di ricerca e sviluppo (con tetto massimo a 4 milioni di euro);
  • 15% per progetti di innovazione 4.0 o green (con tetto massimo a 2 milioni di euro);
  • 10% per progetti di innovazione e/o attività di design e innovazione estetica per la concezione e realizzazione di nuovi prodotti e campionari (con tetto massimo a 2 milioni di euro).

La normativa applicabile al 2020

Per l’anno 2020 si applicano invece le condizioni stabilite dalla Legge n. 160/2019 (commi da 198 a 209):

  • aliquota al 6% per progetti di innovazione (con tetto a 1,5 milioni di euro);
  • aliquota al 10% per progetti 4.0 (con tetto a 1,5 milioni di euro);
  • aliquota al 12% per ricerca e sviluppo (con tetto a 3 milioni di euro).

Come accedere al Credito Imposta Ricerca e Sviluppo

L’incentivo si applica a tutte le imprese, senza distinzione di dimensione o settore, con validità sull’intero territorio nazionale.

Il Credito d’Imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione.

Serve un’apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti che attesta l’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza delle stesse con la documentazione contabile. Per i soggetti non obbligati per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere tale obbligo sono riconosciute con aumento del credito per un importo massimo di 5.000 euro.

Le imprese beneficiarie del Credito d’Imposta sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica asseverata che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione.

Testo a cura di Elisa Rizzi (GFinance srl)

>>> L’articolo completo è disponibile sulla Rivista Industrie 4.0 di maggio 2021.