Nel 2020 il mercato della Connected Car raggiunge 1,8 miliardi di euro. Sono 17,3 milioni i veicoli connessi in Italia, il 45% delle vetture circolanti.

I dati giungono dalla ricerca dell’Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano.

Le soluzioni che guidano il mercato

Le soluzioni per l’auto connessa più diffuse sono i box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative (55% del mercato, -11%).

A trainare il mercato sono però soprattutto le auto nativamente connesse tramite SIM (18%, +48%) o con sistemi bluetooth a bordo veicolo (27%, +15%).

Nuovi servizi su misura

In crescita anche la componente dei servizi che sfruttano i dati raccolti dalle auto connesse, che vale 340 milioni di euro (+3%).

Alcuni esempi di valorizzazione dei dati raccolti dalle auto connesse sono i progetti di Smart Road, in cui i conducenti possono scegliere di pagare una tariffa aggiuntiva per utilizzare una corsia dedicata ed evitare il traffico; la possibilità offerta dai produttori di veicoli di pagare alcune funzionalità dell’auto solo quando si utilizzano, grazie ai dati comunicati dalla vettura; le polizze assicurative per i possessori di auto ibride con un premio personalizzato sulla base dell’alimentazione utilizzata.

Avanti tutta con il 5G

La Connected Car è ormai una realtà familiare ai consumatori italiani: il 71% ha sentito parlare almeno una volta di auto connessa o di smart car.

“Il fermento del mercato è testimoniato dalle tante innovazioni che attraversano il settore, come i nuovi modelli di business e di pricing basati sulla valorizzazione dei dati e l’evoluzione tecnologica trainata dal 5G e dai sistemi per la guida autonoma”, ha sottolineato Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Car & Mobility.