L’espressione Internet of Things (IoT) è stata coniata nel 1999 ed oggi indica quell’insieme di tecnologie attraverso cui potenzialmente ogni oggetto fisico può acquisire identità nel mondo digitale.

Parliamo, dunque, di oggetti intelligenti (cioè capaci di identificazione, localizzazione, diagnosi di stato, acquisizione di dati, elaborazione, attuazione e comunicazione) che siano fra loro interconnessi grazie a reti anch’esse intelligenti e dunque aperte, standard e multifunzionali.

Dall’industria ai trasporti (veicoli, sistemi di gestione, assicurazione telematiche, trasporto merci) alla città connessa (smart home, smart building, smart city), all’ambito sanitario (monitoraggio dei pazienti, benessere, prevenzione, cure farmaceutiche) a quello energetico (smart metering) o a quello del commercio connesso (ePayment, marketing e campagne di prodotto), l’IoT è un paradigma che potenzialmente non conosce confini applicativi.

L’IoT nell’industria: i vantaggi

Nell’Industria, raccogliere i dati in modo puntuale mediante una soluzione IoT, permette alle aziende di prendere decisioni migliori e più consapevoli, di creare valore differenziante, offrendo servizi e prodotti nuovi e innovativi in grado di meglio rispondere alle richieste del mercato ed inoltre di rendere più sicuro il lavoro e più semplice ed economica la gestione dei macchinari mediante strategie di manutenzione predittiva che, secondo uno studio McKinsey, sono in grado di ridurre i tempi di fermo dal 30 al 50% e, per contro, di aumentare anche del 20% della durata degli impianti.

L’Industrial IoT (IIoT) è considerata una delle tecnologie del paradigma della cosiddetta Industria 4.0, la quarta rivoluzione industriale in corso, assieme a Cloud, Advanced e Additive manufacturing, Augmented reality, intelligenza artificiale, cybersecurity, Big Data Analytics.

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Come per qualsiasi altra cosa connessa a Internet, anche i dispositivi IIoT sono soggetti a minacce informatiche che possono alterare i sistemi di controllo industriale (ICS), i sistemi di controllo distribuito (DCS), i controllori logici programmabili (PLC), i sistemi di controllo, supervisione e acquisizione dati (SCADA) o le interfacce uomo macchina (HMI).

Ogni nuova connessione, infatti, aumenta la potenziale superficie di attacco, e sempre McKinsey, attraverso uno studio sui professionisti della produzione e delle catene di approvvigionamento, ha rilevato come, per il 35% delle imprese in Europa, l’IoT security rappresenti una delle principali criticità, superando per importanza minacce gravi come la violazione dei dati o gli attacchi alla supply chain. Da qui il moltiplicarsi di indicazioni e linee guida in merito alla mitigazione del rischio, come il rapporto “Considerations for Managing Internet of Things (IoT) Cybersecurity and Privacy Risks” del NIST (National Institute of Standards and Technology), che identifica tre obiettivi: proteggere la sicurezza dei dispositivi, la sicurezza dei dati e la privacy delle persone.

L’IoT sicuro per il manufacturing

Per implementare una soluzione IoT che abbia caratteristiche di sicurezza presenti fin dalle fasi di progettazione, è bene coinvolgere più team specializzati, che affianchino l’esperienza specifica IoT con una profonda conoscenza di tutti gli aspetti di sicurezza. In questo senso, la partnership di due aziende leader come Lutech e CheckPoint, volta a consentire alla aziende di poter avvalersi delle migliori soluzioni IoT sicure end-to-end, si rivela cruciale per la grande come per la piccola impresa.