È in arrivo la Legge che regolamenterà il sistema di formazione terziaria professionalizzante, rappresentato dagli ITS che, da ora in poi, si chiameranno ITS Academy. In questi dieci anni il sistema ha dimostrato di funzionare, con un livello di occupazione superiore all’80% e ora è in attesa del miliardo e mezzo di euro stanziati dal Recovery Plan. Soddisfazione per il vice presidente della Rete Fondazioni ITS Italia Alessandro Mele che, tuttavia, auspica un passo ulteriore: l’utilizzo delle risorse in arrivo per rinforzare l’offerta delle Fondazioni già esistenti, oltre alla creazione di Campus Tecnologici e la conferma al Senato del sesto livello delle qualifiche europee. 

Trovata la quadra alla Camera, ora il disegno di Legge passa al Senato, dove si concluderà l’iter di legge che disciplinerà gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), finora regolati da un Dpcm del 2008 e successivi interventi di normativa di grado secondario.

Alessandro Mele Legge ITS
Alessandro Mele

«Dopo dieci anni, era ora di ottenere una cornice giuridica di grado primario per il nostro sistema. Abbiamo ottenuto alcuni importanti riconoscimenti, fra tutti non far dipendere più la continuità didattica da bandi regionali annuali, che ci lasciavano in uno stato di precarietà costante anche agli occhi delle famiglie e dei potenziali studenti. Resta, tuttavia, qualche ombra nel confronto con l’università e, in generale, non è una legge organica, ma ancora un po’ tattica. Ci vorrebbe un testo unico per la formazione tecnica superiore degli ITS, in modo da riunire organicamente tutti gli interventi giuridici di questi anni. Ma la legge è comunque un passo avanti significativo», commenta Alessandro Mele, vicepresidente dell’Associazione Rete Fondazioni ITS Italia (ITS Italy).

Gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) sono un sistema di formazione terziaria professionalizzante, bienni post-diploma con oltre l’80% di placement a sei mesi dal conseguimento del titolo e punte di oltre il 90% per i profili meccatronici, grazie al modello di co-progettazione pubblico-privato che pone come obiettivo la formazione delle competenze che servono alle imprese, con programmi didattici flessibili, ossia curvabili in base alle loro esigenze.

Le conquiste del sistema ITS

Il disegno di Legge è in corso di discussione in Parlamento e ha già viste approvate alla Camera diverse richieste della Rete delle Fondazioni. In primo luogo si è mantenuto l’acronimo ITS, pur nel cambio di denominazione poiché creava confusione con gli istituti tecnici; si chiameranno infatti ITS Academy.

Inoltre, ottenuta l’equiparazione a scuola e università per la funzione di intermediazione al lavoro (con attività di placement post-diploma), è stato approvato anche il riconoscimento del titolo per il riscatto pensionistico e l’accesso ai concorsi ed è stato confermato il criterio di premialità con un monitoraggio annuale da parte di Indire.

Sono state introdotte, al pari di scuola e università, le agevolazioni fiscali per le quote di iscrizione, nonché le agevolazioni finanziarie per la ricerca scientifica e tecnologica. Confermata la natura di Hub degli ITS, erogatori anche di formazione continua per le imprese e centri di trasferimento tecnologico di competenze e innovazione.

«Alcune semplificazioni nella governance snelliranno i processi di gestione, con l’eliminazione del consiglio di indirizzo e dell’ente pubblico come soggetto necessario alla costituzione della Fondazione. Saranno previsti standard minimi delle competenze, dei percorsi formativi, organizzativi per il riconoscimento e l’accreditamento.

Fra le altre novità rilevanti anche l’esplicito riferimento agli investimenti strutturali che danno ulteriore impulso alla campagna lanciata dall’associazione per la creazione dei Campus Tecnologici ITS», precisa Mele.

Aree tecnologiche in linea con transizione ecologica e digitalizzazione

Il disegno di Legge approvato alla Camera prevede inoltre l’aggiornamento delle aree tecnologiche, anche rispetto alle priorità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (per esempio transizione ecologica e digitalizzazione sanità e giustizia e mobilità sostenibile), delle figure professionali e degli standard minimi di competenza.

«Siamo molto soddisfatti per il recepimento della nostra Agenda, lanciata qualche anno fa per far crescere gli ITS e ora approvata dalla Camera dei Deputati. Possiamo considerare conclusa con successo la fase di rafforzamento economico e normativo che ci eravamo proposti. Ora auspichiamo che, oltre la Legge, emerga un chiaro indirizzo per non disperdere le cospicue risorse in arrivo dal Recovery Fund.

Nel nostro caso non serve moltiplicare le Fondazioni, bensì potenziare quelle che già ci sono dotandole di sedi adeguate, laboratori moderni e studentati in modo da poter accogliere l’incremento di studenti, che oggi sono ancora 10mila all’anno, e che auspichiamo diventino almeno il doppio per soddisfare le richieste del mercato del lavoro. Serviranno nuove classi e nuovi corsi, ma non nuove Fondazioni, il centinaio che abbiamo distribuito per l’Italia è più che sufficiente», commenta Mele.

Qualifica di sesto livello per gli ITS

Molto importante, infine, il riconoscimento del sesto livello nel Quadro europeo delle qualifiche (EQF). Come corsi biennali post-diploma, infatti, gli ITS rientrano nel quinto livello, perché il sesto comporta un anno in più, ma il terzo anno è già presente negli ITS nautici e aeronautici che, per certe figure tecniche, richiedono determinate certificazioni. Sono poi in corso sperimentazioni in ambito informatico e turistico.

«Mantenere il riconoscimento del sesto livello è strategico per lo sviluppo del sistema terziario professionalizzante, oltre al fatto che siamo già in grado di ottemperarvi. Contiamo che al Senato venga mantenuta questa prerogativa agli ITS, con il contributo anche del Ministero dell’Istruzione», conclude Mele.