Accademici, esperti del settore e aziende si sono confrontati sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel mondo sanitario e farmaceutico condividendo idee, progetti, esperienze ma anche sfide e limiti.

Si è tenuto il convegno digitale AI Talk Health promosso da AIxIA, l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale, e organizzato da Digital Events. L’appuntamento è il secondo della serie intitolata “AI Talks” che ha il compito di accompagnare i partecipanti verso l’AI Forum, il grande evento annuale dell’Associazione in programma per il prossimo 23 novembre.

Cambiare approccio alla salute

Piero Poccianti, presidente di AIxIA

Ad aprire i lavori Piero Poccianti, presidente di AIxIA, con un intervento focalizzato sul terzo obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite volto ad assicurare la salute e il benessere per tutti e ad ogni età. Il presidente ha presentato i principali campi di applicazione dell’IA per la salute, sottolineando però la necessità di una visione olistica con tutti gli altri obiettivi.

“Non possiamo raggiungere il terzo obiettivo senza preservare la vita sul Pianeta, senza disporre di risorse per tutti, senza educazione, senza acqua pulita, senza diminuire le diseguaglianze – comprese quelle di genere, senza eliminare la fame, la povertà e i conflitti, senza limitare il riscaldamento globale. Abbiamo bisogno di un profondo mutamento nel nostro approccio alla salute”, afferma Poccianti.

Il punto sulla strategia europea

La parola è passata poi a Emanuela Girardi, founder di Pop AI e membro del direttivo AIxIA, che ha fornito un approfondimento sull’impatto della digitalizzazione e dell’impiego delle tecnologie di AI nel settore dell’Health, evidenziando i punti di forza e le aree di miglioramento della strategia dell’Europa e presentando le nuove iniziative europee per promuovere un ecosistema dell’innovazione per la salute e per il digitale.

“Il COVID-19 ha evidenziato le debolezze dei sistemi sanitari europei che non erano pronti ad affrontare una pandemia e presentavano, in generale, bassi livelli di digitalizzazione. La pandemia ci ha reso più consapevoli e più uniti, abbiamo capito che dobbiamo sviluppare una strategia digitale europea per tutelare la salute dei cittadini europei sfruttando anche i benefici offerti dall’impiego delle tecnologie di IA. Sarà un percorso lungo e ricco di sfide, ma la più urgente a mio avviso è superare la frammentazione delle numerose iniziative europee attraverso la creazione di un centro europeo di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico sull’AI, ispirandosi al CERN, che ci permetterebbe di valorizzare le eccellenze europee nella ricerca, attrarre talenti e favorire il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti per migliorare la qualità e la salute delle persone”, dichiara Girardi.

Dispositivi per tornare a comunicare

Il convegno è proseguito con l’intervento di Alessandro Tozzo, General Manager di LiquidWeb, e Tommaso Capresi, Head of BrainControl Specialists, che hanno presentato la gamma di dispositivi e software BrainControl, grazie ai quali persone affette da gravi patologie possono tornare a comunicare con l’esterno. Attraverso questi strumenti, il paziente riesce a trasformare in comandi alcuni pensieri o movimenti residui (es. oculari, dello zigomo, della mano, delle dita, …) e può quindi interagire con il mondo esterno, i familiari e i caregiver. Inoltre, con BrainControl Avatar – l’ultimo dei dispositivi presentati – le persone con difficoltà motorie possono visitare da remoto installazioni, musei, spazi espositivi ed eventi in generale.

BrainControl rappresenta la concreta possibilità per molte persone di tornare a comunicare con l’esterno. Attraverso un software e un caschetto EEG – afferma Tozzo – trasformiamo in comandi alcuni pensieri dei nostri pazienti. Sono risposte semplici che possono però cambiare la vita di queste persone, dei famigliari e dei loro caregiver.”

“Il software e il caschetto non sarebbero tuttavia performanti senza un training ad hoc e adattato alle singole esigenze. Grazie a una serie di incontri riusciamo a calibrare il funzionamento del dispositivo e a ottimizzarlo per quel caso specifico”, continua Capresi.

La sfida della pandemia

A concludere gli interventi individuali Marco Penovich, Responsabile per il Centro di Eccellenza Data & Analytics di Engineering, che ha spiegato l’importanza delle tecnologie di intelligenza artificiale nella gestione, prevenzione e contrasto della pandemia. Strumenti fondamentali per consentire ai decisori politici di fare scelte più consapevoli e data driven.

Sul palco insieme a lui anche Michele Mongillo, Dirigente UO Prevenzione e Sanità Pubblica Regione Veneto e Marco Breda, Responsabile Area Adv. Analytics di D&A di Engineering.

“L’essenza della Digital Transformation è sfruttare i dati disponibili per ricavarne vantaggio competitivo. È un lavoro complesso, come lo sono i problemi reali, che richiede specializzazione e competenze multidisciplinari: in Engineering lo facciamo con un Centro di Eccellenza dedicato a Data & Analytics. Le tecniche di Advanced Analytics aiutano anche la gestione di situazioni emergenziali come la pandemia di Covid-19. Le abbiamo applicate con il team della nostra Direzione Sanità, realizzando un modello di AI che prevede gli indicatori fondamentali a supporto di chi deve effettuare delicate scelte politiche e sanitarie a tutela della salute pubblica”, afferma Penovich.

Le tavole rotonde

La mattina ha lasciato poi spazio a due tavole rotonde. La prima, intitolata “Sanità e Intelligenza Artificiale” e moderata da Emanuela Girardi, ha ospitato Amedeo Cesta, Dirigente di Ricerca del CNR e Vicepresidente AIxIA, Marco Maratea, Professore Ordinario dell’Università di Genova, Valter Fraccaro, Presidente di SAIHUB – Siena Artificial Intelligence Hub, e Roberta Gilardi, CEO di G-Gravity. I relatori hanno portato sul palco virtuale dell’evento alcuni esempi di applicazioni di Intelligenza Artificiale a contributo all’evoluzione della Medicina: dall’assistenza agli anziani, alla telemedicina, comprese nuove soluzioni per la creazione medicinali, per la diagnosi e altro ancora.

“L’Intelligenza Artificiale può aiutarci a risolvere in maniera automatica i problemi di schedulazione nell’ambito della Digital Health. Il gruppo di lavoro su “Scheduling e Resource Management” – che io coordino – all’interno della task force di CLAIRE contro il Covid-19 si occupa proprio di questo. Utilizzando i dati dell’Ospedale S. Martino di Genova e di ICS Maugeri vengono sviluppate in collaborazione con SurgiQ delle soluzioni che consentono per esempio di schedulare interventi in presenza di risorse scarse, come letti di terapia intensiva, di sedute chemioterapiche e riabilitative. Questi strumenti sono particolarmente importanti in questo periodo pandemico, dato che l’impatto del “long” Covid rende la soluzione efficiente di tali problemi molto rilevante”, dichiara Maratea.

La seconda, invece, dal titolo “Intelligenza Artificiale e contrasto alla pandemia” è stata moderata dal presidente Piero Poccianti.

“Le tecniche di Intelligenza Artificiale consentono di costruire sistemi che stimano la prognosi dei pazienti COVID-19 a partire dai risultati degli esami svolti durante il ricovero. Ciò aiuta i medici nel prendere decisioni cliniche e nella gestione di risorse critiche in situazioni di emergenza, come quella della pandemia da COVID-19. All’Università degli Studi di Brescia è in corso un progetto di ricerca (AICovidPrognosis) mirato allo sviluppo di un sistema di IA per questo scopo. Tale progetto, finanziato dal MUR, ha già realizzato una collezione di modelli predittivi basati su Machine Learning in grado di predire il rischio di mortalità per pazienti COVID-19 con un’alta accuratezza, oltre che di spiegare le indicazioni prognostiche date attraverso regole estratte automaticamente dai dati e di facile interpretazione per il personale clinico”, dichiara Alfonso Gerevini, Professore Ordinario dell’Università di Brescia.

“Contrastare la pandemia è una questione di impiego d’intelligenza e di computazione che scala a livello planetario. Come dice l’economista Gans, infatti, se il virus è una questione di biologia, la pandemia è soprattutto una questione di mancanza di informazione. Per questo abbiamo bisogno di usare tutte le intelligenze oggi possibili, umane e macchiniche, sistemiche e sintetiche per arginare e respingere la virulenza pandemica”, chiosa Cosimo Accoto, MIT Research Affiliate.