Da agosto è in funzione il nuovo magazzino automatico dell’impianto di Offanengo del Gruppo Coim, secondo logiche di integrazione tra WMS e ERP, con l’obiettivo di razionalizzare i flussi intralogistici in chiave di sicurezza, ottimizzare le performance e migliorare la qualità grazie alla tracciabilità dei processi. Il progetto si inserisce in un più ampio piano di digitalizzazione in corso nell’azienda chimica

L’obiettivo principale di questo progetto pilota della durata pluriennale (2018-2021), dal valore complessivo di 10 milioni di euro, è stato quello di realizzare un nuovo magazzino all’interno dello stabilimento Coim di Offanengo, in provincia di Cremona, ma dislocato in una posizione che razionalizzasse la viabilità interna garantendo, al contempo, la massima sicurezza.

Coim: il nuovo magazzino 4.0 parla con la produzione e le spedizioniOgni giorno nel suo piazzale transitano un centinaio di automezzi per carico e scarico di materie prime chimiche e prodotti diversificati per filiera, dal calzaturiero, all’edilizia all’automotive, in tutto 200mila prodotti all’anno anche infiammabili, su una superficie di 240mila metri quadrati.

La multinazionale italiana realizza infatti poliesteri e polioli, coating, adesivi, sigillanti ed elastomeri a base poliuretanica e poliesteri e resine speciali in nove siti produttivi nel mondo, con 18 società tra Italia, Germania, Russia, Turchia, Singapore, Cina, India, USA, Brasile, Messico, Cile, Colombia, Spagna e Austria, con 1.100 dipendenti e un giro d’affari di 800 milioni di euro.

«La realizzazione di questo nuovo magazzino consente una riallocazione più efficiente degli stoccaggi, mantenendo la coerenza con gli aspetti autorizzativi dell’intero sito. In questa razionalizzazione è stato possibile non solo accogliere materiali non pericolosi, che erano esternalizzati in depositi in outsourcing, ma anche utilizzare in modo più efficace le restanti aree di stoccaggio, di cui una parte dedicata ai materiali infiammabili, migliorando al contempo la viabilità interna del carico-scarico», commenta l’ingegnere Paolo D’Adda, Supply Chain Manager di Coim.

Coim: il nuovo magazzino 4.0 parla con la produzione e le spedizioni

Per una intralogistica più razionale e sicura

Il vero vantaggio del nuovo magazzino non sarà infatti tanto la velocità di esecuzione, poiché Coim è già dotata di altri due magazzini automatici nell’area dell’impianto di Offanengo, ma ottimizzare i flussi intralogistici e lasciare aperti ulteriori sviluppi di integrazione, sia con nuove strutture in qualsiasi parte del mondo, sia con fornitori, clienti e spedizionieri.

Coim: il nuovo magazzino 4.0 parla con la produzione e le spedizioni
Paolo D’Adda

«Il servizio di outbound era già molto flessibile da noi. Non si prevedono ulteriori efficienze, se non in termini di tracciabilità e qualità dei processi di lavoro, che ci consentiranno comunque di migliorare le performance e minimizzare gli errori. Inoltre, con il nuovo magazzino anche il personale di Coim avrà l’opportunità di incrementare le proprie competenze, seguendo modalità operative più standardizzate», commenta Paolo D’Adda.

Integrazione 4.0 tra WMS ed ERP aziendale nel nuovo magazzino automatico Coim

La società ha dovuto assumere sei nuove risorse con competenze digitali e di Industria 4.0 per la gestione del nuovo magazzino, che risponde agli standard tecnologici più evoluti. «La vera novità non è il magazzino in sé, bensì il fatto di averlo realizzato all’interno di un impianto chimico con l’obiettivo di una rivisitazione efficiente e qualitativamente all’avanguardia dei processi di intralogistica dello stabilimento.

L’interconnessione bidirezionale del sistema di Warehouse Management System (WMS) con il sistema ERP, un tema chiave nell’Industria 4.0, consente di portare con sé flussi informativi che tracciano specifiche caratteristiche del mondo chimico, con annesse informazioni legate al tema della sicurezza», prosegue D’Adda.

I flussi di movimentazione sono infatti guidati da un sistema di WMS “tailor made”, che traccia la rotazione delle referenze gestite, consentendo una distribuzione delle merci ottimizzata nelle aree di stoccaggio. Inoltre, il sistema garantisce la tracciabilità dei prodotti, i cui avanzamenti sono singolarmente individuati dal barcoding delle unità di carico.

Per la  complessità e la necessità di ottemperare a tutti i requisiti normativi in materia di sicurezza e antincendio, il progetto ha richiesto il coinvolgimento di diverse competenze e funzioni aziendali, in particolare Supply Chain, HSE (Health, Safety & Environment” management), Ingegneria, ICT, Security e Produzione per integrare magazzino, produzione, gestione informatica degli stessi e ambiente esterno, in collaborazione con progettisti esterni e società esperte nella costruzione di magazzini automatici.

Coim: il nuovo magazzino 4.0 parla con la produzione e le spedizioni
Gli interni del nuovo magazzino Coim

Le sfide del progetto Coim “magazzino 4.0”: dai tempi all’ambiente

Le sfide sono state molteplici: «Dagli aspetti infrastrutturali, tra cui l’impatto economico e di gestione dei tempi, legato al referto geologico che ha imposto una importante opera di palificazione, agli aspetti progettuali, come l’individuazione di accorgimenti dell’impiantistica di automazione e di sviluppo software per gestire l’eterogeneità dei packaging e delle peculiarità tecniche da mappare nei flussi informativi. In tutto questo c’è stata anche una complessa attività di project management per coordinare la programmazione delle attività e il coinvolgimento delle competenze, sia interne che esterne», racconta il manager.

Coim: il nuovo magazzino 4.0 parla con la produzione e le spedizioni
Massimo Tonani

Il nuovo magazzino si sviluppa su una superficie di circa 3.000 metri quadrati, superficie che, normalmente, avrebbe una capacità ricettiva di 800 posti pallet mentre, grazie al suo sviluppo verticale, supera i 10.000 posti pallet, con una produttività di 200 pallet all’ora. «Un traguardo eccezionale, ottenuto con un ingombro di 25 metri di altezza, 30 di larghezza e 100 di lunghezza. Se avessimo optato per un magazzino tradizionale, per ottenere lo stesso risultato in termini di capacità avremmo dovuto costruire su una superficie di suolo vergine molto più ampia», interviene Massimo Tonani, Site Manager dello stabilimento Coim a Offanengo.

In seguito a un’attenta valutazione delle opzioni disponibili, ossia magazzino tradizionale a catasta, magazzino semiautomatico o magazzino automatico con trasloelevatori, Coim ha optato per quest’ultimo, compiendo una scelta sfidante nel mondo della chimica, che ha permesso, al tempo stesso, uno sviluppo in altezza.

Inoltre, la flessibilità era un requisito da rispettare, data l’eterogeneità dei packaging impiegati e la necessità di realizzare una struttura con un’alta capacità ricettiva. La scelta è dunque ricaduta sul magazzino completamente automatizzato, ma ha richiesto un accurato studio di dimensionamento per garantire un’alta produttività prestazionale dell’impianto e far fronte agli importanti flussi in inbound e outbound, che caratterizzano quotidianamente il sito produttivo. Inoltre, per mitigare l’impatto paesaggistico, Coim ha piantumato l’area con oltre mille alberi ad alto fusto.

In Coim la digitalizzazione continua

Il magazzino si inserisce in un percorso di digitalizzazione e automazione in corso da alcuni anni in azienda, che prevede ulteriori progetti già avviati e di prossima partenza. «Stiamo lavorando all’adozione di sistemi MES evoluti, che ci consentiranno di informatizzare ulteriormente l’organizzazione e il monitoraggio dei reparti produttivi, mentre il WMS verrà esteso a tutto lo stabilimento.

Stiamo inoltre finalizzando un progetto di yard management, che ci permetterà di integrare Coim con gli spedizionieri e di tracciare i mezzi che entreranno nell’impianto. Gli autisti potranno accedere all’impianto solo dopo aver partecipato a un corso sulla sicurezza, con test finale da superare», conclude Paolo D’Adda.