Dalle aziende alle scuole e ritorno e dalle business school alle imprese e ritorno, in una circolarità e contaminazione tra metodi, tecnologie, saperi e saper fare che, con rigore, cercano di ridurre tempi e distanze tra accademia e mondo del lavoro. Gli ecosistemi della formazione si estendono a sempre nuovi soggetti e nascono nuove collaborazioni: i casi Elica, Assindustria Venetocentro, Comau e Ibm.

Elica, la multinazionale tascabile italiana di Fabriano che produce cappe da cucina di design e alta tecnologia, ha sempre creduto nella formazione non solo tecnica ma manageriale e culturale, con un’academy interna e un mba (master in business administration) per i dipendenti più promettenti a livello gestionale, con professori della Luiss e della Bocconi, manager di altre aziende e interni.

Oggi, dopo la pandemia, rilancia con un innovativo hub che sarà il fulcro per la crescita dei collaboratori, con uno sguardo sulle competenze del futuro per affrontare al meglio le sfide di una realtà in continua evoluzione. Si chiama Elica Aspirations Lab, con la doppia valenza di “aspirazione” e parte con un programma che coinvolgerà oltre 100 dipendenti in presenza, in sessioni diverse, per rafforzare le principali soft skill necessarie per continuare a crescere in uno scenario sempre più competitivo. Hub e programma sono in partnership con la business school Istud.

«Da sempre siamo convinti che investire sulla formazione sia parte integrante della strategia di crescita della nostra azienda in ottica di lungo periodo», afferma Deborah Carè, Chief Human Resources Officer della Cooking BU di Elica.

Un nuovo mindset per la discontinuità

Aggiornamento continuo delle competenze, ma anche cambio di mindset e di approccio manageriale, in questi anni di forte discontinuità, sono riconosciute come leve fondamentali per garantire la competitività delle aziende in contesti internazionali e ad alto grado di innovazione.

«Siamo orgogliosi di contribuire alla creazione di Elica Aspirations Lab, con cui Elica punta a dare alle proprie persone gli strumenti per affrontare la complessità e le difficili sfide del contesto sociale e di mercato», commenta a sua volta Marella Caramazza, direttore Istud.

La nuova versione di academy in formato “hub” alimenterà nuove idee, esplorerà nuove capacità e conoscenze e stimolerà contaminazioni per la crescita professionale, personale e intellettuale della forza lavoro (si veda l’approfondimento su Industrie 4.0 di settembre 2021 “Hub e Academy in evoluzione”) e sta già progettando nuove iniziative per il 2022 di employer branding, talent acquisition e corsi di alta specializzazione.

Accelerazione sul management 4.0

Il Cuoa Business School è invece impegnato con Assindustria Venetocentro, l’associazione nata dall’unione tra Confindustria Padova e Unindustria Treviso, nell’erogazione di un corso executive di gestione d’impresa, “Gestione d’impresa e strategie per il futuro”, per manager e imprenditori con almeno due anni di responsabilità gestionale in pmi e grandi aziende. Rivolto al tessuto economico locale, il percorso si svolgerà in formato blended, tra sessioni in presenza a Treviso e sessioni on-line, e prevede la partecipazione anche a singoli moduli formativi da qui a marzo 2022.

La co-progettazione è stata fortemente orientata a fornire risposte concrete ai bisogni di chi deve guidare un’impresa nel contesto incerto e mutevole di oggi, con particolare focus sui principali trend che impattano sulla gestione: digitalizzazione, sostenibilità, innovazione e inclusione. I partecipanti approfondiranno ciascuna funzione chiave: pianificazione strategica, grandezze finanziarie, risk management, nuovi modelli di business in ottica sostenibile e dinamiche di governance, marketing e vendite, supply chain capitale umano e soft skill per guidare sé e il team verso obiettivi condivisi.

Robotica e soft skill 4.0

La Manufacturing Academy è il nuovo progetto formativo di Comau, ComoNExT – Innovation Hub e Umana, che parte rivolgendosi a diplomati e laureati inoccupati o disoccupati, che possono iscriversi gratuitamente ai corsi e che, in una seconda fase, si estenderà ai lavoratori e professionisti che cercano percorsi di aggiornamento continuo.

«Comau opera all’interno di un network strategico che unisce la sua learning factory (Comau Academy) con il mondo aziendale e quello delle istituzioni, delle scuole e di enti nazionali e locali, come attori fondamentali per realizzare iniziative formative in linea con le esigenze del territorio e del mercato.

La Manufacturing Academy di Lomazzo, con la collaborazione di ComoNExT – Innovation Hub e Umana, nasce seguendo questo approccio e con l’ambizione di diventare un polo di formazione d’eccellenza per l’industria del futuro e la sua forza lavoro», afferma Ezio Fregnan, Comau Academy Director, coautore del volume curato da Comau, in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, “Learning agility 4.0. Ecosistemi e trasformazione culturale”.

 Comau_ Manufacturing Academy ComNExT Umana

La sinergia tra Comau e ComoNext nel nuovo progetto della Manufacturing Academy permette lo svolgimento di un percorso didattico innovativo e fortemente esperienziale. Comau sviluppa sistemi e prodotti avanzati per l’automazione e mette a disposizione metodologie e isole robotiche a fini didattici che verranno allestite presso ComoNexT, incubatore e rete di imprese innovative.

ComoNext, a Lomazzo (CO), ha un dimostratore di fabbrica 4.0 per un fine linea e, in fase di allestimento, un laboratorio con cinque isole didattiche e.DO, robot open-source interattivi e flessibili, progettati per stimolare l’apprendimento degli studenti, un’isola didattica con robot collaborativo Racer 5, sempre Comau, quattro stazioni dimostrative (meccaniche ed elettriche) e l’esoscheletro Comau Mate.

«La presenza sempre più diffusa dei robot nei sistemi produttivi sta determinando un processo di cambiamento radicale in termini tecnologici e, quindi, di competenze necessarie. Con questo progetto ci proponiamo di fornire una formazione altamente specializzata per approcciare gli strumenti di ultima generazione e le competenze necessarie per attuare il cambiamento 4.0, che le imprese sono inevitabilmente chiamate ad affrontare. Non c’è vera innovazione senza conoscenza e senza competenze», spiega Stefano Soliano, direttore generale ComoNExT.

Umana chiude il cerchio di questa proficua sinergia, come agenzia per il lavoro presente su tutto il territorio nazionale, specializzata nella ricerca e selezione di profili industriali, che si occuperà del recruiting dei candidati ai corsi e, a seguire, del loro inserimento nel mondo del lavoro.

«Il trasferimento tecnologico è trasferimento di competenze, perché lo sviluppo dell’innovazione nelle aziende dipende direttamente dalle persone che ne presidiano e animano i processi evolutivi. La formazione diventa dunque centrale. Le aziende chiedono oggi competenze specifiche che uniscano skill tecniche di alto profilo e capacità tipiche della produzione manifatturiera», precisa Giuseppe Venier, amministratore delegato Umana.

Il primo corso della nuova Academy, “Programmatori di sistemi automatizzati 4.0”, parte il 15 novembre e termina il 14 gennaio: 6 moduli distribuiti in 8 settimane full-time, per un totale di 240 ore (120 in aula e 120 in laboratorio) presso la sede di ComoNExT a Lomazzo (CO). A chiusura del corso ai partecipanti verrà rilasciato il Certificato Comau che attesta lo svolgimento del corso e il superamento dell’esame finale.

Formare il digital mindset fin dalla scuola

Si arricchisce di nuovi soggetti il programma di Ibm, presente in 28 Paesi al mondo “P-TECH Esperti Digitali”, avviato in Italia a Taranto nel novembre 2019, in collaborazione con partner pubblici e privati tra cui Eni, Intesa Sanpaolo e Sistemi informativi, che ora si estende alle scuole secondarie di Rieti (licei e istituti tecnici).

Salgono così a 530 gli studenti che, tra Taranto e Rieti, stanno affrontando il primo, il secondo e il terzo anno del programma. A conclusione, gli studenti di P-Tech potranno continuare all’università la formazione associata al progetto, senza la necessità di fare i test d’ingresso e sfruttando i crediti formativi per accelerare i tre anni accademici.

L’obiettivo è una laurea in Ingegneria Informatica chiamata “P-Tech Digital Experts”, realizzata grazie a uno stretto legame tra scuola secondaria, università ed ecosistema industriale per promuovere le nuove competenze professionali richieste oggi dal mercato. Intelligenza artificiale, diagnostica computerizzata, mindfulness, teamwork e project management sono i temi affrontati dall’ambizioso progetto di Ibm, che punta a formare 30 milioni di persone nel mondo.

«L’impatto indotto da tecnologie come l’intelligenza artificiale e la blockchain va gestito in modo responsabile e inclusivo perché sempre più persone, indipendentemente dal background, possano trarre vantaggio dall’economia digitale. Non è un caso, infatti, che il PNRR sia partito proprio dall’Istruzione, uno dei pilastri su cui costruire un’agenda e una visione di lungo termine per un Paese più pronto al futuro», conclude Stefano Rebattoni, amministratore delegato Ibm Italia.